Quando fermeremo la distruzione della natura?

Actualizado: 15 de nov de 2019

(tradotto da Laura Graziani)


Quanto e’ facile al giorno d’oggi camminare su una spiaggia al tramonto, stare con il mare, la brezza, con la sabbia e il suono delle onde, liberi dal commercio, dalle urbanizzazioni, dal turismo e dalla spazzatura? Quanto era facile 30 anni fa? Quanto sara’ facile tra 10 anni?


Quanto e’ facile al giorno d’oggi camminare in montagna con i miei figli, trovare una sorgente d’acqua cristallina, cosi trasparente che le pietre si vedono meravigliosamente nitide, e dar da bere questa acqua ai miei bambini? Quanto facile era 30 anni fa? Quanto sara’ facile tra 10 anni?



Che opportunita’ di sopravvivenza ha il giaguaro, se il suo habitat e’ distrutto e trasformato per uso agro-industriale a grande velocita’? Non sono solo i grandi impresari che cercano lo sviluppo economico, anche la gente piu’ povera cerca, legittimamente, di poter sopravvivere e andare avanti nell’economia, per esempio tagliando un ettaro del bosco per destinarlo all’allevamento di bestiame. Questa pressione economica, per poter progressare (per alcuni), o per sussistere (per altri), quanto era intensa 30 anni fa? Quanto piu’ intensa sara’ tra 10 anni?


E’ evidente che la pressione per trasformare il poco che resta in attivita’ commerciali, aumenta esponenzialmente. Credete che con leggi migliori si fermera’? Con migliori politici e impresari? Con migliore tecnologia?


Il ragionamento intellettuale serio, onesto e bene intenzionato puo’ condurre a decisioni e azioni che sono distruttive. Essere rigoroso, avere integrita’ etica e buone intenzioni non garantisce un uso salutare della mente umana.

Anche con la migliore delle intenzioni e con una preoccupazione onesta per il benessere della vita intera, e’ possibile ragionare e concludere che e’ accettabile distruggere un po di piu’ la natura con il fine di promuovere lo sviluppo economico.

Il pensiero convenzionale e’ che sara’ il progresso economico quello che va a risolvere i nostri problemi economici. E’ difficile incontrare nel MAINSTREAM (il mondo convenzionale) qualcuno che questioni che la crescita economica sia desiderabile, e che usare la natura con questi fini e’ ragionevole. Mai ho ascoltato un candidato politico farlo, per esempio.

Forse molti dei miei lettori qui, desidererebbero che con la forza della ragione convinceremo chi pensa questo, dei suoi errori. Il problema e’ che non e’ possibile: loro hanno tutta la ragione!! Non e’ la mancanza di intelligenza cio’ che gli fa pensare questo, e neanche, in fondo, e’ la mancanza di onesta’ o di etica.


Probabilmente molti lettori si infastidiranno nel leggere questo, sicuramente alcuni penseranno che e’ inaccettabile che io dica questo. Siamo cosi’ abituati alla favola dei “buoni contro i cattivi”. E’ cosi dura e intollerabile la nostra attuale realta’, il corso autodistruttivo della nostra civilizzazione, che la nostra risposta indignata e’ totalmente legittima.

La “loro” narrativa, gli ambiziosi, i politici corrotti, la elite que abusa di noi, tutto cio’ e’ trebbiato. Nonostante sia vera, semplicemente gia’ non e’ piu’ utile. “SUPERAMICI, LOTTIAMO PER LA GIUSTIZIA!!!”, dicevano quei cartoni animati che vedevo quando ero bambino, (in realta’ sono diventati quasi una piaga i film con questo tipo di narrativa, un chiaro riflesso della nostra interiorita’). Non molto tempo fa mi sono reso conto dell’assurdo, e tutta l’energia che sprecavo “lottando per la giustizia”, e il poco e niente che raggiungevo. Li, in quel rendersi conto, inizia ad apparire un’altra intelligenza, un’altra giustizia, che non e`quella che uno si aspetta.

Io offro un invito a cambiare tipo di narrativa. Il racconto della Separazione, dove alcuni siamo i “buoni” e altri sono i “cattivi”, e’ precisamente la narrativa della attuale cultura, dove da quando sei piccolo uno e’ premiato per comportarsi “bene” e punito per comportarsi “male”. Per quanto possiamo sforzarci nella intenzione di cambiare il sistema, se lo facciamo dal suo stesso punto di vista, non facciamo altro che rafforzare lo status quo, rafforzare la attuale narrativa.

Se organizziamo una protesta dove il nostro discorso e’ “contro” una grande impresa e al governo che la appoggia, e’ evidente allora che gli altri sono invitati a partecipare all’evento come avversari.

Faranno questo, saranno avversari, la polizia reprimera’, e la impresa rafforzera’ il discorso a suo favore invece di revisionarlo e modificarlo.Se e’ vero che alcune grandi battaglie sono state vinte attraverso la solidarietà del popolo unito, lo stato attuale delle cose parla da solo: abbondano le battaglie dove in realta’ nessuno vince, tutti perdono e cio’ che e’ peggio e’ che non solo si mantiene lo status quo, ma che si intensifica. (A proposito: puo’ davvero esistere una battaglia dove qualcuno perde e qualcuno realmente vince?). Cosa succederebbe se l’attivismo facesse un invito differente, nato dal riconoscere che tutti siamo parte del nostro essere, che nessuno in realta’ e’ separato?

Utilizzando esclusivamente l’intelligenza maschile, e’ certo che sia molto possibile argomentare con serieta’ e onesta’ che un poco piu’ di distruzione della natura e’ desiderabile, al fine di promuovere il progresso economico. Conosco economisti che pensano questo, sono persone serie e persone buone, preoccupati per l’ambiente, preoccupati per le future generazioni, per la poverta’ e la disuguaglianza. Persone come loro sono stanche di essere accusate di mancanza di intelligenza o di etica.


“Non si puo’ smantellare un sistema usando gli stessi strumenti del sistema”, non si puo’ smontare l’attuale sistema economico utilizzando la forza della ragione come mezzo.



Un progetto per una centrale idroelettrica.


Vi invito a considerare come esempio, un ipotetico caso di un progetto di una centrale idroelettrica, che dovrebbe essere costruita su un fiume all’interno di un bosco vergine.

Per poter dimostrare la validita’ del mio argomento, supponiamo che tutti gli attori che partecipano a questo evento siano onesti e benintenzionati, e che si usi esclusivamente l’intelligenza logica maschile per portare argomenti e prendere decisioni.

Gli attivisti ambientalisti vogliono bloccare questo progetto. Per difendere la loro posizione, presentano argomenti razionali appoggiati dall’evidenza scientifica. Chi propone il progetto fara’ lo stesso, utilizzano argomenti razionali e la scienza per argomentare la loro posizione. (Nel post “La ragione umana” ho descritto come si puo’ usare seriamente l’intelletto per difendere qualsiasi posizione uno proponga). L’argomento essenziale tra i proponenti il progetto e’ che “le nostre citta’ stanno crescendo e la popolazione ha bisogno di elettricita’; in un modo o in un altro dobbiamo produrla. Questo progetto ne produrra’ in grande quantita’ per una estesa popolazione, al costo piu’ basso tra tutte le alternative, con un impatto ambientale relativamente limitato”.

Gli attivisti ambientalisti contrattaccano dicendo che i costi ambientali del progetto in realta’ sono alti.. Dimostrano che un ecosistema unico sara’ distrutto e che una serie di specie saranno condizionate per la perdita del loro habitat. Un autorita’ del governo deve prendere una decisione imparziale, confrontando i vantaggi e gli svantaggi, cercando il maggior beneficio possibile per tutta la societa’.

Alla fine il progetto e’ approvato con qualche modifica nel suo disegno, diciamo che una certa porzione del bosco sara’ dovra’ essere preservata.

In poche parole, una soluzione del tipo “punto medio”, tipica dell’intelligenza logica lineare, dove si controbilancia (in inglese si dice “trade-off”) un argomento con l’altro sulla stessa bilancia. Cio’ che perdi da un lato lo compensi dall’altro con il maggior profitto.

Sto parlando di un progetto totalmente idealizzato, con il fine importantissimo di farmi capire. Si suppone che dovremmo essere soddisfatti con questo risultato finale, no? Io dico di no! E qui non e’ servita l’intelligenza logica, non c’e’ stata corruzione, il motivo non era neanche l’ambizione, capite quello che sto dicendo?


Non possiamo fermare questo sistema usando le stesse armi del sistema, non possiamo fermare la distruzione della natura per quanto possiamo vincere nella “guerra contro i cattivi” e disfarci della corruzione, della disonesta’, della ambizione e della goffagine.

Questo risultato finale implica che un tal volume di distruzione della natura e’ accettabile nella misura in cui i benefici per la popolazione siano sufficientemente elevati.

Pero’ quanti boschi abbiamo ancora a disposizione da distruggere? Se la distruzione della natura non si ferma ora, quando si fermera’? ti rendi conto che questo non e’ un tema di numeri ne di argomenti logici, e’ un tema di sentimento del cuore.

E’ certo che qualcuno potrebbe insistere che esistono altre fonti di energia che potremmo sviluppare.

Tuttavia, il punto e’ rendersi conto che questo argomento puo’ essere tanto ragionevole quanto l’argomento che appoggia la realizzazione del progetto. In effetti, tutte le forme conosciute per produrre elettricita’ sono costose, tanto per l’ambiente quanto finanziariamente. Quindi e’ pur sempre possibile concludere che, anche con buone intenzioni e affrontando questo affare molto seriamente, una misura in piu’ di distruzione e’ accettabile. Di conseguenza, questa discussione non potra’ mai arrivare a una soluzione completa e a lungo termine. Questa e’ la limitazione del pensiero lineare, separato.



Quando fermeremo la distruzione?

Il ragionamento logico puo’ per sempre accettare di distruggere un bosco in piu’ mentr i benefici aspettati per la societa’ siano sufficientemente alti.

Non so parlando di un uso disonesto di questo argomento, e’ l’uso onesto di questo argomento quello che mi interessa.

Se anche i benefici fossero per una grande popolazione di gente di bassi strati sociali, con grandi necessita’, sarebbe allora accettabile la distruzione della natura? La risposta que scaturisce dall’uso esclusivo dell’intelligenza maschile puo’ essere si, anche quando non ci sia un uso etico. Allora, perche’ disperdere energia usando intelligenza lineare maschile per fermare la distruzione?


Non e’ la ragione quello che ci fa sentire che la distruzione deve fermarsi subito.

Nel centro dello spirito di qualunque essere umano esiste una profonda capacita’ di compassione, che semplicemente permette alla gente di sentire la realta’ e la magnitudine della distruzione. La gente che non e’ connessa al centro del proprio spirito non puo’ accedere a questa capacita’. Loro possono osservare, analizzare e valutare i fatti nel miglior modo possibile, pero non sapranno in che grado la natura gia’ e’ stata distrutta. Lo spirito dell’essere umano puo’ facilmente distinguere tra cio’ che porta alla distruzione e e quello che conduce alla vita e alla creazione. Queste due cose non possono compensarsi l’una con l’altra. Per esempio, non si puo’ “mitigare” la distruzione della selva amazzonica piantando un bosco in un altro luogo.


E’ tempo di dire la semplice verita’ del cuore. Essendo io stesso uno scienziato, mi chiedo: perche’ dovrei disperdere energia in ragionamenti, fino all’esaurimento, per poi dire “amo la vita”, per dire “io non accetto piu’ distruzione”? Perche’ dovrei dimostrare scientificamente qualcosa che nel cuore e’ assolutamente ovvio? Non possiamo continuare a distruggere il pianeta, punto.

L’economia sacra e’ la visione di un’utopia, di un sogno. Non la possiamo controllare. Descriverla in un modello sarebbe come trattare di mettere il divino dentro una cassa. La piu’ grande crescita nella mia vita personale, le piu’ grande liberta’ che mi si sono aperte, sono nate con la fede nella vita. Io penso che l’unico modello e’ espandere l’Essere, trasformare il concetto dell’essere separato a quello dell’Essere che sente di avere tutti e il tutto dentro di se, e tutto cio’ che e’ capace di creare e’ il riflesso della sua interiorita’.

LA DISTRUZIONE DELLA NATURA SI FERMA ADESSO.

Vi invito a riflettere, condividere il vostro sentire e iniziative sulla natura, nel forum!